29 gennaio 2007

Gli Italiani e Internet

Vediamo adesso, alcuni studi sugli Italiani e la diffusione di Internet.

Nel luglio 2001 il Censis ha pubblicato una nuova analisi sull’uso degli strumenti di comunicazione nelle famiglie italiane. Si chiama Primo rapporto annuale sulla comunicazione in Italia, offerta di informazione e di uso dei media nelle famiglie italiane. Riporta il Censis, nell’introduzione: "Abbiamo potuto constatare, non senza una punta di sorpresa, che nelle case degli italiani è presente una vera e propria abbondanza di strumenti di comunicazione. Le abitazioni non sono solo piene di televisori e apparecchi radio ma anche di libri, giornali e riviste, oltre che di telefoni cellulari, computer e videoregistratori, impianti per la tv satellitare, consolle per i videogame e collegamenti ad internet". Si disegna così "il quadro di un paese in cui una metà dei cittadini possiede gli strumenti (culturali prima ancora che tecnologici) per approfittare delle opportunità offerte dalla "società dell’informazione", mentre l’altra metà accusa gravi handicap che non sono determinati dalla carenza di beni materiali, bensì da un deficit di competenze linguistiche, abitudini cognitive, motivazioni comportamentali".
E’ la metà degli italiani che legge libri e giornali – e che ha confidenza con la radio, il teletext e il videoregistratore – che si trova più facilmente a suo agio con i computer e l’internet. Gli altri possono avere anche la casa piena di media, vecchi e nuovi, però non li usano, continuando ad avere come principale se non unico punto di riferimento la televisione. Secondo questo studio, il 43% delle famiglie possiede un computer, ma solo nel 20% ne fa un "uso costante". C’è un collegamento all’internet nel 20%, ma un reale utilizzo in poco più della metà – 11%.
A parte l’immagine preoccupante (anche se un po’ semplicistica) di "due Italie" – l’una un po’ più attenta e informata, l’altra passiva e inerte – resta il fatto che anche dove l’abitudine alla molteplicità dell’informazione è abbastanza radicata, e dove la diffusione dell’internet continua a crescere, manca ancora una diffusa comprensione dei veri valori e della reale utilità della rete. E questo – giova ripeterlo – non è un problema di disponibilità delle tecnologie (che semmai diventano un ostacolo quando sono sovrabbondanti o inutilmente complesse). Solo in parte è un problema di risorse economiche e di costi. Nella sostanza rimane, come è sempre stato, un problema culturale. Di atteggiamenti, comportamenti, relazioni umane e contenuti.
Informazioni tratte da "Gli Italiani e l’Internet, la divisione è culturale" di Giancarlo Livraghi
By Selena

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