29 gennaio 2007

Le comunità virtuali

Cosa si intende per comunità virtuale?
Innanzitutto, cos’è una comunità?
Secondo il Vocabolario della Lingua Italiana Devoto – Oli una comunità è un’insieme di persone che hanno in comune rapporti sociali, linguistici, etici.
Sul sito
http://www.laterza.it/internet/leggi/internet2004/online/07_temi_01.htm si precisa che oltre ad avere in comune rapporti sociali, linguistici e/o etnici, una comunità deve anche avere l’elemento della co-territorialità.
Questo punto, è tuttavia superato, già da prima dell’avvento di Internet, in quanto da molto tempo si parla della “comunità scientifica”, o “comunità letteraria” intendendo con questi termini un gruppo di persone con interessi comuni che non necessariamente hanno in comune anche il territorio.
Secondo il giornalista americano Howars Rheingold in “The Virtual Community” .
[1]
Quindi abbiamo una nuova forma di comunità che accomuna online gente intorno a valori e interessi condivisi e creando legami di supporto e amicizia che potevano estendersi anche nell’interazione faccia-a-faccia [2].
Infatti ogni giorno, milioni di persone in ogni parte del pianeta, si collegano a internet e scambiano opinioni, messaggi, idee tramite forum, newsgruop, chat e altri mezzi telematici che abbiamo a disposizione.
Questo tipo di comunicazione è mediata da un computer. Molti ricercatori hanno posto l’attenzione sul fatto che in alcuni casi questi scambi sociali siano avvenuti basandoti su false identità e per questo internet è stato accusato di spingere le persone a vivere in un mondo fantastico sfuggendo alla vita reale.
Altri, invece, hanno focalizzato la propria attenzione sul fatto che internet e le comunità virtuali siano democratici e ugualitari poiché questi scambi sociali si basano un interessi intellettuali e non materiali.
Come abbiamo già anticipato nella parte dedicata alla comunicazione off e on line, in internet la comunicazione è per la maggior parte limitata a messaggi scritti e quindi viene a mancare una parte fondamentale della comunicazione: il corpo (inteso come gesti, tono della voce, mimica facciale, etc).
Per questo motivo può capitare che chi intrattiene relazioni sociali tramite PC non senta lo stesso senso di responsabilità nei confronti del proprio “amico telematico” che con i conoscenti e/o colleghi che incontriamo nella nostra vita quotidiana in quella che potremmo chiamare “la realtà”.
Fatto sta che le comunità virtuali sono uno dei mezzi più efficienti per attirare utenti. In Italia i più grandi provider, hanno al loro interno delle comunità virtuali. Basti pensare a Community di Libero, oppure Atlantide di Virgilio, Alice ha la comunità di C6 e così via.
Alcuni portano la comunicazione del corpo nei propri messaggi con le “emoticons” o “faccine” di cui abbiamo già parlato. Un mezzo più recente, è sicuramente l’uso della Web-cam.
La webcam permette un interazione multiutente in rete e tramite essa è possibile comunicare on line con tutto il nostro corpo.
Come giustamente dice Castells nel libro Galassia Internet
[3] oggi abbiamo un’evoluzione da comunità a network. Le comunità come abbiamo detto sono basate sulla condivisione di valori e organizzazione sociale. I network sono costruiti attraverso scelte e strategie degli attori sociali, siano essi individui, famiglie o gruppi. Molti scienziati come Giddens, Putnam, Welman, Beck, Carnoy e Castells hanno sottolineato l’emergere di un sistema centrato sull’individuo, ovvero comunità personalizzate incarnate su network io-centrati.[4]
In pratica ognuno di noi fa parte dei forum, chat, comunità con cui si sente più affine.
Per fare degli esempi italiani, abbiamo forum di ogni tipo. Le persone accomunate dalla passione per i lavori femminili in genere si incontrano in varie comunità virtuali, ad esempio la comunità della DMC, nota marca che vende prodotti per ricamo e simili. In questa comunità le utenti possono parlare e scambiarsi idee, schemi e quant’altro. È interessante che nello specifico il forum è anche in inglese, francese e spagnolo.
Anche chi ha l’hobby del motociclismo ha alcuni forum dedicati, tra cui
www.netbikers.net . In questi siti oltre a notizie dedicati sono attivi i forum di persone che hanno formato la loro comunità virtuale sfuggendo al requisito classico della co-territorialità delle comunità. È interessante che in molti casi gli utenti di questi forum si siano poi incontrati per continuare la loro relazione sociale.
In particolare il forum di Netbikers è chiamato Net condominio (a lato) proprio a sottolineare l'idea di comunità.
Questi sono solo due esempi di come tramite internet si possono creare network io-centrati ovvero relazioni sociali esclusive con persone con cui ci si sente affini anche se lontani territorialmente, mentre si tende a escludere coloro con cui non abbiamo affinità elettiva. Sono quindi comunità specializzate, ovvero costruite su interessi specifici.
Anche il cellulare secondo moderni studi soddisfa il modello sociale organizzato intorno a “comunità di scelta” e interazione individualizzata, basata sulla selezione di tempo, luogo e compagni dell’interazione (Kopomaa, 2000; Naufs e Tracey, 2000).
[5]
Ma, adesso vediamo brevemente alcuni modi per mettersi in rete.
Un primo modo per entrare interazione sociale con altri utenti telematici è la creazione di Home Page personali o Blog.
In questi spazi possiamo creare una dimensione personale attraverso la quale presentarsi agli utilizzatori di Internet, possiamo inserire le informazioni che riteniamo necessarie per farci conoscere da nuovi “amici virtuali”.
Quest’ultimi si faranno di noi l’idea che noi vogliamo che abbiano. Infatti in queste pagine saremo noi a scegliere cosa mettere, fotografie o notizie che possano fare buona impressione di noi stessi, curiosità, hobbies, e quant’altro.
Possiamo dire che la pagina personale è il proprio biglietto da visita.
Un altro modo per socializzare in internet è prendere parte ai cosiddetti Giochi di rete. Cosa sono? Sono la creazione di ambienti virtuali in cui si svolge una certa trama (il gioco) e in cui ogni utente può interagire con gli altri per vincere. Sono mondi che possono essere popolati di streghe e folletti, oppure giochi di strategia. Gli utenti costruiscono passo dopo passo la loro complessa avventura collettiva. All’interno del gioco abbiamo la possibilità di costruire l’avatar ovvero tutte le caratteristiche del personaggio che in questo mondo fantastico ci rappresenta.
Abbiamo già accennato ai Forum. I forum sono principalmente dei gruppi di discussione su un determinato argomento. All’interno di un forum un utente può iniziare una discussione. Gli altri possono implementare la stessa aggiungendo osservazioni, arricchendo la stessa con aneddoti, ma può capitare che qualcuno vada anche completamente fuori tema scrivendo cose che non hanno niente a che fare con la discussione iniziata. Per accedere ai forum basta registrarsi dando indicazioni minime di sé, quali un nome, un nickname, e se si vuole si può arricchire il proprio profilo con alcune notizie su di se, sempre, però, in modo molto stringato. Ovviamente la comunicazione tramite Forum non è immediata, perché si può rispondere e/o integrare delle discussioni fino a diversi giorni dopo che la stessa è iniziata.
Spesso, invece, si sente parlare di chat. La chat è una stanza virtuale in cui gli utenti, simultaneamente, scambiano delle chiacchere. È diversa dal forum in quanto mentre gli argomenti del forum rimangano accessibili nello stesso finchè l’amministratore per qualche motivo non li archivia, le chiacchere della chat vanno perse…. proprio come le chiacchere che facciamo tra amici intorno ad un tavolino di un bar.
Nella chat si parla simultaneamente ad altre persone,e come nei forum se vogliamo esprimere le proprie emozioni possiamo utilizzare “emoticons e faccine”. Un’altra regola di chat e forum è che l’utente che scrive tutto in maiuscolo sta …… urlando.
L’unica cosa diversa nella chat, è la possibilità, avendo una webcam, di interagire con gli altri “ospiti della stanza”.



By Leyla


[1] Comunità virtuali, Sperling & Kupfer, Milano 1994
[2] Galassia Interne, Castells, Feltrinelli 2001 pg. 120
[3] Idem, pag. 126
[4] Idem, pag. 127
[5] Idem, pag. 131

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