29 gennaio 2007

Sviluppi di Internet

Ci sembra utile ricordare, con una breve trattazione, gli sviluppi di Internet.

Sono passati quasi trent’anni dalle origini della rete. La prima base, da cui deriva ciò che oggi chiamiamo internet nacque nel 1969 negli Stati Uniti per opera di scienziati e tecnici che lavoravano per l’ARPA del Ministero della Difesa degli Stati Uniti. Fin dall’inizio era chiaro che le finalità del progetto non erano solo militari. Si costruì un sistema di comunicazione che potesse sopravvivere non solo nel caso di catastrofi ma anche nei momenti di inefficienza, per temporaneo guasto o manutenzione (che erano frequenti nei sistemi informatici del tempo, basati non su reti, ma su singole complesse macchine). Si chiamava ARPA-net. All’inizio connetteva pochi grossi calcolatori.Fin dall’inizio erano coinvolte alcune grosse strutture universitarie, che presto si impadronirono del sistema e lo misero al servizio della comunità scientifica. La National Science Foundation costituì una rete chiamata NSF-net, che prese il sopravvento e alla fine degli anni ’80 incorporò ARPA-net (che fu abbandonata dai militari e scomparve, ormai dimenticata da tutti, nel 1990). Erano nate altre reti, come UseNet, HepNet e BitNet; ma gli utenti delle varie reti volevano comunicare fra loro, e così le reti si collegarono, usando il protocollo TCP/IP, che divenne lo standard comune nel 1983.Così era nata quella che poi prese il nome di inter-rete, cioè internet.Il numero dei calcolatori connessi cresceva continuamente. Nel 1981 erano connessi 213 grossi calcolatori. Nel 1991 erano 376.000 computer; l’anno dopo, il doppio, e così via. Si stima che oggi siano più di sei milioni. A questi computer connessi alla rete si collegano a loro volta i singoli computer, o le reti interne, degli utenti, che nel mondo sono decine di milioni.
Le prime connessioni universitarie italiane furono stabiliti con ButNet e HepNet nel 1982; il primo collegamento internet fu quello del Cnuce a Pisa nel 1982. Nel mondo scientifico e universitario, all’inizio la presenza in rete fu dominata dalle facoltà di fisica; arrivarono più tardi i dipartimenti di scienza dell’informazione.Fino a pochi anni fa, il sistema internet era usato quasi solo da alcuni grandi enti pubblici e da alcune facoltà universitarie, specialmente nel campo della fisica. Erano pochi i "privati" che avevano un accesso in rete; la comunicazione fra le non molte persone collegate avveniva in buona parte con un altro sistema, l’echomail, gestito volontariamente dai BBS collegati a FidoNet o a altre reti che usano la cosiddetta "tecnologia fido", diffusa nel mondo, e anche in Italia, dall’inizio degli anni ’80.Solo a partire dal 1994 si è diffusa la disponibilità di accessi internet "per tutti"; e su questa base si è sovrapposta quasi subito una nuova tecnologia, quella della "World Wide Web
"tanto è vero che oggi molti credono che sia quello l’unico volto della rete.Qualcuno immagina che ci sia una struttura omogenea, una singola rete, chiamata "internet". Ma non è così. Le reti sono decine di migliaia, ognuna completamente autonoma, però e’ abitudine diffusa chiamarla "la rete".Perché in pratica si comporta come se fosse una rete unica; e di fatto è un unico sistema seamless, continuo e intercomunicante. Ma mi sembra importante capire che questo sistema è policentrico, non ha un "governo" centrale; non solo ogni rete, ma ogni operatore è libero e indipendente. Uno dei temi più contestati, e di non facile soluzione, è quali limiti o condizioni possa o debba porre ai suoi utenti un provider (che sia un ISP, cioè un "venditore" di connessione, oppure un’università o un’impresa pubblica o privata).L’internet è un sistema che permette a diverse reti di collegarsi fra loro, in modo che chi è collegato a una delle reti può comunicare con chiunque sia collegato a una qualsiasi delle altre. In pratica dà a chi si collega la percezione di muoversi in un singolo sistema globale; e il servizio che dà è proprio come se lo fosse.Oggi, in pratica, l’internet è un sistema che permette di collegarsi con qualsiasi persona, organizzazione o "sito" che abbia un indirizzo su una delle tante reti connesse; e così facendo svolgere una delle tante attività diverse consentite non solo dalla tecnologia, ma soprattutto dai servizi che vengono messi a disposizione.Questo sistema permette a ognuno di noi di trasmettere informazioni, idee e opinioni; non solo di riceverle. Siamo tutti, contemporaneamente, spettatori e protagonisti: il sistema ci permette di essere davvero, e totalmente, interattivi. Il sistema funziona su scala planetaria; non ha sede geografica, né confini. Si suddivide in comunità che non dipendono dal luogo fisico ma sono definite, per aree di interesse e di argomento e per la natura dello scambio, dalla libera scelta di tutti coloro che usano il sistema.La struttura è tale che la sede fisica del "sito" con cui ci si collega è irrilevante: in pratica non c’è alcuna differenza, né funzionale, né di costo, fra collegarsi con un "sito" (o un utente) a pochi metri di distanza o all’altro capo del pianeta. È anche costruito in modo che non si sia un singolo percorso da un punto all’altro del sistema, ma che fra i nodi ci siano molti diversi percorsi possibili e il sistema possa scegliere, secondo la situazione, la strada più adatta.

Informazioni tratte da "Il nuovo libro della pubblicità"


By Selena

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